Tratto del no-kill f.Tronto
REGOLAMENTO
tratto no-kill ars tronto
bacheca confluenza f.tronto t. castellano Da alcuni anni a questa parte anche nel territorio della Provincia di Ascoli Piceno stanno nascendo Aree a Regolamentazione Speciale di pesca, secondo quanto previsto dalla nuova Legge Regionale; ciò a testimonianza di un cambiamento di mentalità non solo da parte dei pescasportivi, ma soprattutto delle istituzioni, sempre più sensibili a quel processo di salvaguardia ambientale che unitamente ad altre iniziative atte a promuovere un turismo eco-sostenibile, stanno determinando cambiamenti fondamentali per una ripresa dell'economia locale. Città e capoluogo di provincia delle Marche, situata lungo la via Salaria, alla confluenza del fiume Tronto e del torrente Castellano, subì l'occupazione romana che ha dato alla città l'impianto urbanistico tuttora evidente nella pianta a strade ortogonali (centro storico), e ha lasciato una notevole eredità monumentale con il ponte di Solestà, la Porta Gemina e i ruderi dell'anfiteatro alla base del colle dell'Annunziata. Di stile gotico sono la chiesa di San Francesco, iniziata nel 1258, e il Palazzo dei Capitani del popolo; mentre sono rinascimentali la Loggia dei Mercanti, il Palazzo Malaspina e la Fortezza Pia. Antica capitale dei piceni (Asculum), fu conquistata dai romani nella prima metà del III secolo a.C.. Nel 578 venne invasa dai longobardi e annessa al Ducato di Spoleto. Passata successivamente sotto il governo dei vescovi, la città divenne libero comune nel 1185 e partecipò alle lotte tra Chiesa e Impero (nel 1242 fu devastata da Federico II) . Passata definitivamente sotto il dominio pontificio nel 1502, vi rimase assoggettata fino all'unità d'Italia.Incastonato tra due ripide sponde scorre il fiume Tronto, che riceve l'apporto di acqua di ottima qualità dalla centrale idroelettrica di Porta Romana sita alla periferia della città e dalla confluenza con il torrente Castellano

confluenza t.castellano f. tronto Questo tratto il fiume si presenta come un corso di fondovalle con bellissime lame e qualche buca di notevole profondità dove non sarà difficile imbattersi in qualche trota oltre il Kg. Alcune briglie formano buche molto grandi dove occorrerà insistere un pò e magari provare con uno streamer od un worm per poter attirare le trote veramente over size. L'innumerevole varietà di insetti presenti in questo tratto di fiume, permette di utilizzare vari tipi di tecniche, dalla secca allo streamer e l'accrescimento dei pesci risulta essere davvero notevole. Le specie presenti oltre ai ciprinidi sono prevalentemente la trota fario e qualche grossa iridea; le fario perfettamente ambientate in queste acque, da anni si riproducono in maniera naturale. La riserva, ampiamente segnalata da tabelle, si estende dal ponte romano di Porta Cappuccina (Borgo Solestà) al ponte di San Filippo e come già detto si estende per circa quattro chilometri. Nella foto sotto è riportato il ponte romano

ponte romano I punti di accesso non sono moltissimi proprio in virtu delle sponde molto scoscese, ma per contro non ci sarà la fastidiosa evenienza di pescare con degli spettatori alle spalle,cosa difficilmente riscontrabile nella maggiorparte delle riserve di pesca cittadine. Tali punti sono:- all'inizio della riserva, proprio in corrispondenza del ponte romano di Porta Cappuccina, dietro la sede della Polizia Municipale nel quartiere di San Pietro Martire, in via Ponte Nuovo (i Mulini), - in prossimità dello Stadio Del Duca, presso i campi da Tennis del Circolo Morelli. In ogni caso sarà bene consultare la piantina dove sono riportati tutti gli accessi al fiume nonchè i parcheggi dove lasciare l'auto. Sarà indispensabile indossare i waders a causa di probabili sbalzi di livello dell'acqua provocati dal rilascio della centrale idroelettrica sita a monte, nonchè il guadino per poter far fronte ai possibili incontri con pesci di taglia. Per concludere, con l'istituzione delle aree sopra descritte, la Provincia di Ascoli Piceno ha voluto rafforzare quel processo di sviluppo eco-turistico che si sta diffondendo nel territorio marchigiano e che ha dato segnali positivi in un economia territoriale sempre più in crisi. La bellezza architettonica della città di Ascoli Piceno, le numerose iniziative storico-culturali frequenti soprattutto nel periodo estivo (giostra della Quintana, cene medioevali ecc.) la cucina marchigiana rinomata in tutto il mondo ed i bellissimi paesi che sorgono sopra le colline limitrofe (Offida, Castel Trosino, Acquaviva ecc_) fanno si che questo itinerario di pesca possa essere realizzato con famiglia al seguito, anche in considerazionedel fatto che San Benedetto del Tronto, nota località balneare, si trova a soli 20 minuti dal nostro fiume. Per poter pescare nelle aree sopradescritte, bisognerà essere in possesso oltre che della licenza di pesca, anche del tesserino regionale rilasciato dalla Provincia di Ascoli Piceno e dall'apposito tesserino per le A.R.S. nonché la ricevuta di pagamento del bollettino postale di 5,16 euro reperibile


Traduttore
Google


News






0